L'UMIDITA' CHE VUOI

Pubblicato il 08/03/2017

Il deumidificatore è un elettrodomestico utile ad eliminare l'umidità in eccesso negli ambienti, rendendo l'aria più sana e respirabile.

Viene in genere utilizzato per ragioni igieniche, in quanto, un valore di umidità troppo elevato porta alla formazione di muffe. D'altra parte neanche l'aria troppo secca è una condizione ottimanel nè confortevole.

Cercando online, tra i vari siti che si occupano di deumidificatori e climatizzatori di ultima generazione fondamentali per mantenere gli ambienti salubri, abbiamo trovato Olimpia Splendid. Questa azienda, specializzata nella climatizzazione, riscaldamento, trattamento dell'aria e dei sistemi idronici, propone la Gamma Aquaria: comprende deumidificatori dal design sofisticato e dalle dimensioni ridotte.

Hanno linee eleganti, capaci di adattarsi a qualsiasi ambiente. La gamma è, inoltre, predisposta per lo scarico continuo della condensa.

Anche tu tratti la vendita di deumidificatori e climatizzatori? Vuoi che parliamo di te nel prossimo articolo del nostro blog?

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Augusto Viganò
Io sono un privato che da anni impiego il deumidificatore, soprattutto utile nella taverna e nei locali interrati, specie nei periodi di forte umidità esterna di maggio-giugno e settembre-ottobre ove il grado igrometrico supera il 65%. L'uso costante evita che il vestiario contenuto in detti ambienti acquisiscano odori sgradevoli difficili da eliminare anche con lavaggi ripetuti
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Durante i mesi freddi, nelle nostre abitazioni, abbiamo il riscaldamento attivo, ma non sempre gli ambienti raggiungono quei 20° gradi che desideriamo, o alcuni locali sono meno caldi di altri, nonostante i termosifoni (o radiatori) siano caldi e ci accorgiamo che il nostro impianto di riscaldamento "costa molto".

Se ci si accorge di essere in situazioni simili, o ci sembra che la nostra abitazione, costi troppo di riscaldamento, è meglio indagare sui motivi per poi valutare di fare qualche intervento e risparmiare.

Per prima cosa capire se vi sono delle dispersioni termiche, ovvero dei punti - verso l'esterno o locali non scaldati - dove il calore "fuoriesce". Come si può fare?

Il modo più semplice e banale è appoggiare il palmo di una mano in corrispondenza di un punto dove si presume via sia dispersione e poi nel punto che si ritiene meno disperdente, quindi confrontare la sensazione di caldo/freddo, ovviamente laddove ci è sembrato più freddo si tratta di un punto di "dispersione" del calore, ovvero poco coibentato. Questo è un metodo decisamente intuitivo ma poco scientifico! Un metodo più tecnico, ma semplice e poco costoso è quello di utilizzare un termometro elettronico che misura la temperatura a distanza. Questo tipo di termometro può costare qualche decina di euro (€20,00/50) e lo si può acquistare su internet o in certi negozi di articoli elettronici. L'operazione è semplice, si accende il termometro e si punta su una superficie (a distanza di 20-30 cm) poi si legge il risultato, si ripete l'operazione su altri punti. In sostanza prima si individuano dei possibili punti critici (finestre, muri perimetrali, pareti più sottili, ma anche pavimenti e soffitti) si eseguono più misurazioni poi si confrontano con misurazioni su punti non critici, qindoviduando così i punti di dispersione.

  • Finestra: temp. 16°
  • Muro verso esterno : temp. 19°
  • Nicchia del radiatore con foglio
  • termoriflettente: temp. 21°

Se si vuole passare ad un approccio più scientifico, bisogna chiamare un tecnico dotato di speciale termo-fotocamera, che scatterà delle fotografie di pareti e serramenti od altri punti critici, successivamente stamperà le immagini dove i vari elementi (finestre, porte, vani radiatori, pilastri ecc) appariranno con colorazioni varianti dal blu al rosso, al giallo secondo la temperatura rilevata. La parte  blu sarà fredda mentre la zona rossa sarà calda (con intensità di colore variabili), quindi saranno facilmente individuabili le aree di dispersione. Terminato il lavoro di ripresa, il tecnico stamperà alcune immagine e procederà alla redazione di un rapporto indicando anche quali interventi eseguire. Quanto costa? Dipende dal tecnico e quanto lavoro fa, in ogni caso si tratta di qualche centinaio di euro.

Quando farlo?

Per ottenere dei risultati che siano significativi occorre che la differenza tra temperatura esterna ed interna sia di parecchi gradi (5-6° est e 18-21° int.) in questo modo le dispersioni si evidenziano maggiormente. Le indagini possono essere condotte sia all'interno dell'abitazione che all'esterno, ma i risultati vanno opportunamente re-interpretati.

Dopo aver trovato "le dispersioni termiche" bisogna intervenire per ridurle al fine di risparmiare sui costi di riscaldamento e/o ottenere un maggior comfort ambientale. Una buona coibentazione dei locali è utile anche nei periodi di caldo eccessivo!

Nel caso che le dispersioni siano dovute ai serramenti, questi possono essere sostituiti con altri a maggior tenuta termica. Spesso le dispersioni provengono dalle nicchie dove sono messi i radiatori (con muri normalmente più sottili), qui si può foderare  il muro dietro al radiatore con teli termoriflettenti (di colore argento).  In alcuni locali con muri confinanti con l'esterno del fabbricato (magari verso nord) e quindi particolarmente freddi si può foderare il muro con pannelli coibenti (polistirolo + cartongesso).

Se vi sono pareti esterne con dispersioni generalizzate, allora bisogna prendere in considerazione un intervento che non riguarda singoli punti o piccole aree ma tutta la parete (o pareti) e quindi rivestire l'edificio o la parte interessato con un "cappotto", cioè uno strato di polistirolo che poi viene intonacato e tinteggiato.

Il riscaldamento dei locali delle nostre abitazioni è molto importante per darci il giusto comfort, ma può anche essere molto dispendioso per cui può valer la pena di indagare sulle possibili dispersioni termiche. Una volta fatta l'indagine si deve valutare il possibile costo per ridurre le dispersioni e quindi decidere se e come fare l'intervento.


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I PANNELLI FOTOVOLTAICI

Pubblicato il 06/09/2016

I pannelli fotovoltaici sono dei pannelli ricoperti di materiale trasparente in moduli di ca 1 mq ciascuno  che servono per produrre energia elettrica e vengono installati su qualsiasi superficie che sia ben esposta al sole, come tetti di case, di fabbriche, di edifici vari. Sino a qualche anno fa venivano anche messi a terra (su prati o simili) ora non più.

Oggi i pannelli solari possono essere anche non rigidi e quindi adattabili a qualsiasi tipo di copertura.

L'installazione di un impianto fotovoltaico  completo e funzionante comprende oltre ai pannelli installati sul tetto,  il cablaggio di ogni singolo pannello con il collegamento ad uno o più inverter (1) e dall'inverter ad una centralina di distribuzione e relativo contatore di energia.

 

(1) L'inverter è un'apparecchiatura elettronica che trasforma l'energia prodotta in corrente continua in energia in corrente alternata per poter essere utilizzati negli impianti domestici od industriali


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Avevamo già parlato di come ridurre i consumi e i costi energetici, riferendoci in generale al risparmio energetico; certamente siamo tutti attenti alle nostre spese quotidiane, alle bollette per forniture varie, ai cibi che si acquistano, ed a tutte le altre spese che ogni anno colpiscono il nostro portafoglio. Ma la maggior parte delle persone non si rende conto che i costi energetici hanno un impatto, sul nostro bilancio famigliare, di  non poco conto, stimabile nel 10-15% . Qualcuno può pensare che non sia tanto ma se rapportato ad un intero anno si arriva a qualche migliaio di euro! Un risparmio del 20-30% sui costi energetici può incidere in modo consistente sul bilancio famigliare di un anno.

Cosa si può fare?

Per prima cosa dobbiamo individuare la tipologia di abitazione ovvero se trattasi di:

  1. a) casa uni-famigliare,
  2. b) casa con 2 0 3 unità abitative o
  3. c) appartamenti in condomini.

Secondo la tipologia di abitazione che prendiamo in considerazione, ci troviamo in situazioni e possibilità diverse.

  1. a) Casa uni-famigliare.

Per questa tipologia le possibilità sono molte:

                - Si possono installare dei pannelli fotovoltaici con contratto di scambio sul posto,  per produrre energia elettrica, quindi riducendo i costi di energia elettrica.

                - Si possono installare dei pannelli (o collettori) solari per la produzione di acqua calda sia per il riscaldamento che per usi sanitari

                - ancora meglio è un sistema combinato di entrambe le installazioni.

  1. b) Casa con 2 o 3 unità abitative.

Per questa tipologia di abitazione sono possibili tutti i tipi di installazioni previste nel situazione precedente, ma con il vantaggio che il costo degli impianti potrà essere ripartito su più utilizzatori - famiglie, ottenendo un costo di installazione decisamente più ridotto, ma ciò presuppone che tutti i proprietari/abitanti siano d'accordo a fare questo tipo d'investimento!.

  1. c) Appartamento in un condominio.

Per chi abita in un appartamento in un condominio, la cosa si complica.

Per installare impianti sui tetti del condominio occorre che vi sia l'approvazione della maggioranza dei condomini (proprietari), oltre a trovare lo spazio disponibile, poi occorre fare dei lavori di impiantistica di non poco conto per distribuire l'acqua calda o l'energia a tutti gli utenti o ad integrare-allacciare gli impianti di produzione dell'acqua calda o dell'energia elettrica con gli impianti pre-esistenti del condominio. Ovviamente trattandosi di impianti che dovranno servire più famiglie dovranno essere di dimensioni maggiori e di costi elevati rispetto a quelle di abitazioni singole.

Un condominio, supponiamo di 10 unità abitative, che installi pannelli solari e fotovoltaici sui suoi tetti, e che questi vengano integrati con gli impianti elettrico e termosanitario esistenti, può sicuramente beneficiare di consistenti risparmi sulle bollette energetiche oltre a beneficiare di consistenti riduzioni fiscali

Quanto costano questi impianti e quanto rendono?

Per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici oggi i costi non sono più molto alti.

L'installazione di pannelli di  10  Kw di potenza richiede circa mq. 85/90  di spazio sui tetti;  il costo può essere di circa € 15.000/ € 16.000 comprensivo di posa, allacciamenti, inverter, contatore. Il costo indicato è al lordo di eventuali detrazioni fiscali od altre agevolazioni.

Il costo per l'installazione di pannelli solari (per produrre acqua calda) varia a seconda della tipologia, delle caratteristiche  e delle dimensione dell'impianto. Per i costi degli impianti possiamo dare delle indicazioni di minima e massima:

- Impianto per scaldare 100 lt (capacità dello scambiatore) da € 600 a € 1.000

- Impianto 200 lt capacità dello scambiatore) da € 1.000 a € 2.000

Per impianti di dimensioni maggiori bisogna farsi fare dei preventivi specifici sulla base delle necessità e tipologie.


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Dipingere casa in estate

Pubblicato il 25/08/2016

L’estate è il momento giusto per dipingere casa e ravvivare le pareti!

Gli interrogativi però, sono tanti e di vernici ce ne sono molte, ecco perché va scelta quella giusta e adatta alle nostre esigenze.

Innanzitutto è importante sapere su che superficie verrà applicata: legno, gesso, metallo, muratura, cemento. Ogni materiale ha le sue caratteristiche specifiche e scegliere solo per gusto estetico è un grande errore.

Tuttavia, per rinnovare le pareti è buon uso seguire le indicazioni delle mani di colore precedenti e applicare una mano di fondo o di primer, cioè un prodotto che faciliterà le passate di colore successive.

Se le pareti sono molto rovinate, vanno prima carteggiate e stuccate, consigliatissimo un sigillante acrilico verniciabile, non il silicone.

Successivamente è possibile scegliere una idropittura a base di acqua, traspirabile e resistente all’acqua ( una sola passata con un panno umido e le macchie scompariranno). Se poi, è anche anti-muffa, garantirà l’abbattimento delle muffe che proliferano in ambienti chiusi.

In alternativa alla idropittura, c’è la tempera che costa certamente di meno ma ha limiti di tenuta e tende a sfaldarsi.

Per verificare l’effetto della tinta sul muro, è consigliabile iniziare il lavoro da zone meno appariscenti come sottoscala e sgabuzzini, per poter modificare eventualmente la composizione.

Già, ma quale colore scegliere?

Oltre ad essere soggettivo, quindi per gusto personale, la scelta del colore dovrebbe tenere conto di alcuni consigli. Per esempio, basterà scegliere la sfumatura giusta per ammorbidire gli spazi. E’ poi possibile contemplare effetti particolari che spesso sono usati nei locali pubblici: l’effetto spugnato, l’effetto velato, l’effetto stucco.

Di norma si comincia a tinteggiare dal soffitto per poi passare alle pareti. A volte per completare il lavoro può bastare qualche colpo di vernice spray, comodo escamotage per rimandare le fatiche della tintura all’anno prossimo…

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